Fautori del proprio destino

La lotteria. O il gioco d’azzardo se volete. Un particolare settore che si avvicina, per molti versi, a quello del fumo e che, come il fumo, crea una dipendenza tristemente famosa.

MA, noi siamo pubblicitari e se la lotteria ci chiama per vendere il prodotto dobbiamo farlo e dobbiamo, chiaramente, far fronte a tutti i problemi che questo comporta. Parlo di soldi? E la dipendenza? E le famiglie distrutte dal gioco d’azzardo? Parlo di quello che si può fare con tutti i soldi che si possono vincere? Parlo di probabilità?

Oggi vi posto quello che penso essere un esempio di spot molto azzeccato per un prodotto d’azzardo:

Uno spot che parla di destino, ma con un’accezione umana e molto profonda. Si parla del fato con gli occhi di una giovane coppia: “Era proprio destino…”

Un lavoro alto, che non parla mai di soldi, (se non nel codino finale), nè di statistiche o numeri. Uno spot che parla di cuore e speranza, facendo leva su quei sentimenti ancora “buoni” ancora “puliti”, non ancora intaccati dal demone del gioco.

Il tutto corredato da una furbissima CTA, che sfrutta un concetto potente:

“Il destino, di tanto in tanto, va aiutato.”

La banalità del “non puoi vincere se non giochi”, travestita da “solo tu hai il controllo sul tuo destino”, crea le basi per una comunicazione coerente e non forzata.

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Hope

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