Il Parmigiano che si fa troppe seghe…(mentali)

Oggi andiamo su qualcosa di sfizioso.

Pornhub decide di realizzare uno spot pubblicitario e cita, senza mezzi termini e senza esplicito consenso del citato, il parmigiano reggiano. Lo spot, neanche così “ecceziunale” diciamolo, manda in bestia il consorzio che si indigna:

“Sgradevole e inaccettabile, offensivo per i produttori e il loro lavoro, volgarmente finalizzato a trarre profitto dallo sfruttamento della notorietà conquistata dal Parmigiano Reggiano, peraltro associato a servizi altrettanto volgari”

Che dire? Che dovrebbe dire uno che lavora in (e di) comunicazione?

Due cose:

  • Si vede che siamo in Italia.
  • Si vede che è un paese per vecchi.

Si vede che siamo in Italia.

Passi il voler tutelare il proprio brand e la propria reputation che viene quotidianamente sfidata dalla Cina in un mercato sempre più scorretto, ci mancherebbe. Ma dal semplice dissociarsi (strizzando l’occhio ad un po’ di pubblicità gratuita) al chiedere la rimozione del video per diffamazione…ci passa un treno. E ci passa anche un po’ di tattica di mercato. Sfruttare la situazione, no? Creare NELL’IMMEDIATO un video di risposta che giochi esattamente come gioca quello di Pornhub che la reputation altrui? (Per altro…non vedo come questo video sia “sgradevole” o “inaccettabile”….). Cercare di entrare a piedi pari in un nuovo spiraglio di comunicazione che questi di Pornhub ti hanno così chiaramente indicato? Qui non c’è ragionamento, non c’è tattica, nè tantomeno strategia. C’è il buttarsi a testa bassa senza ragionamento. C’è il fare le cose “un tanto al toc.” C’è guardare all’orticello, senza pensare un filo più in là. Si vede che siamo in Italia.

Si vede che è un paese per vecchi.

Non cogliere un’occasione così, mi da solo da pensare. Un video che NON diffama, anzi. Un video che diverte e ti cita come ESEMPIO di eccellenza, è un video, a mio parere, di un brand che cerca il dialogo. Perchè sbattergli subito la porta in faccia? Ve lo dico io il perchè: perchè è un sito porno e il porno è male. Punto. Ok, ci può anche stare. Ma il porno è un mercato che fa girare i numeri e che numeri! Mi volete dire che non esiste un modo intelligente di accostarsi ad un brand del genere, senza cadere nel trash e quindi senza paura di rovinare anni di lavoro sulla propria reputation? Io non ci credo. Mi dispiace. È questo il lavoro, è questa comunicazione, è qui che c’è una sfida da vincere.

Quello che manca, ripeto, è un filo di tattica, un botto di strategia e uno sfacelo di coraggio.

Siamo un paese per vecchi.

Dico solo “peccato”.

Gnam gnam gnam fap fap fap

Gnam gnam gnam fap fap fap…

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