I Santi nel Pallone

Avete tutti visto il nuovo spot Sky, giusto? Quello coi santi! Ok, ok…ve lo posto:

O anche questo:

Nuovo lavoro della milanesissima 1861united che, a mio parere, crea uno spot davvero godibile. Pulito, senza retorica, simpatico, con una colonna sonora quanto mai azzeccata.
Tutto bello, tutto giusto.
Eppure…eppure qualcuno riesce sempre a rovinare le cose belle. Chi? La CEI. Eh già, perchè puoi toccare tutto, ma i santi no!
Tuona così il cardinale Ersilio Tonini: “E’ una gravissima mancanza di rispetto. Associare la religione al concetto di vendita e acquisto insito in una pubblicità è contro la dignità. E se perdiamo questo rispetto, come facciamo a insegnare i giusti valori ai più giovani?”.
O anche Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi che dice: “Non c’è acredine ed emerge, caso mai, una certa voglia di far vibrare corde sensibili nell’animo degli italiani, ma l’esercizio è spericolato, e finisce per ferire tanti e disturbare tantissimi”.
Trovo la polemica sterile come sempre, idiota come sempre e mal riposta come sempre. Ma come si fa ad essere ancora così retrogradi?? E ne parlo da cattolico praticante che ha passato tutte le medie e il liceo tra i Salesiani. (Gli anni più belli della mia adolescenza, per altro).
Come non si fa a vedere la bellezza di questo spot? Come si fa a non capire che questo spot racchiude la vera essenza dell’italiano?
Italiano crede essenzialmente in due cose: Dio ( non quello dei cardinali, sia chiaro, quello del popolo, quel Dio che nasce dalla contemplazione della durezza della vita e non dalla contemplazione dell’oro dei paramenti) e il calcio ( quello bello, che nobilita lo sport in generale e che unisce milioni di persone ogni domenica).
Ci lamentiamo tanto che la situazione della pubblicità in Italia è penosa, che le pubblicità son sempre più mediocri e piatte. Ma mi sto accorgendo, sempre più spesso, che il problema non sta in chi la fa. Ma in chi la guarda.

P.S.
Giusto una postilla, dedicata a quella chiesa ancora arroccata alla religione del’500 (la religione dove esisteva un DIO lontano e, laggiù sulla sporca terra, l’uomo):
Don Bosco (un vero santo, mica uno della pubblicità) ha inventato una cosa alquanto famosa: l’oratorio.
E sapete cosa faceva con i suoi ragazzi, all’oratorio? Giocava a pallone.

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